05/12/2018 di natcollistar

L’ A B C del Burro di Karitè.

Africa, Bellezza e Cucina. Tre parole per un ingrediente.

 

Tutto parte da una noce. La noce del Karitè. È da questa che viene ricavata la sostanza nota con il nome di Burro di Karitè. Un ingrediente importante per la cosmetica naturale, ricco di antiossidanti, vitamina E e vitamina A.

Un ingrediente con una lunga storia alle spalle, usato tradizionalmente in molte modalità, che vanno dall’unguento medicinale alla cura dei capelli, fino alla cucina.

Abbiamo deciso di raccontarlo partendo dall’A B C, scegliendo tre parole chiave che lo contraddistinguono e lasciando a ciascuno la possibilità di approfondire.

 

A come Africa.

La sua origine e la sua storia arrivano da qui, dalla cosiddetta cintura di Karitè, fatta di secche foreste e savane della fascia tropicale che si estende dal Senegal all’Uganda. L’albero del Karitè è parte integrante della cultura di questi paesi. Un albero sacro di cui vengono utilizzate tutte le sue parti. Il burro, prodotto e venduto nei mercati locali, regionali, internazionali viene ancora prodotto a mano con un processo molto laborioso. Sono le donne adulte a raccogliere i frutti, dai quali vengono estratti i noccioli interni che vengono essiccati, pestati e macinati aggiungendo acqua fino ad ottenere una specie di pasta spessa. La pasta ottenuta viene bollita e filtrata in panni di cotone, fatta raffreddare e affinata.

 

B come Bellezza.

Quello della bellezza è il principale terreno d’utilizzo del burro di Karitè. Le sue proprietà per il trattamento della pelle secca, delle macchie, delle labbra screpolate, smagliature o rughe, sono note fin dall’antichità. Si dice che la regina d’Egitto, Nefertiti, lo usasse frequentemente per mantenere la sua bellezza. Non solo, è da molti anni un ingrediente comunemente usato dai saponieri per la piccola quantità di olio lascia sulla pelle, conservandone l’umidità e l’idratazione dopo il lavaggio. Il burro di Karitè, ricco di nutrienti, che porta un beneficio prezioso a qualsiasi tipo di pelle indebolita e opacizzata dagli agenti atmosferici, come vento e freddo, dall’inquinamento o dall’esposizione ai raggi solari.

 

C come Cucina.

Quello della cucina è l’aspetto meno noto del burro di Karitè, ma se siete appassionati potrete utilizzarlo per preparare delle ottime ricette, sane e del tutto naturali.

Da sempre viene usato in Africa come grasso di cottura, ma noi consigliamo di usarlo a crudo, spalmandolo su un toast con marmellata o mettendone un cucchiaino per preparare un frullato energetico. Attenzione però, non tutto il burro di Karitè può essere ingerito, l’unico che può essere utilizzato per le vostre ricette è quello crudo e interamente organico e non raffinato!

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